Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
(Martedì 6 gennaio 2026)
In famiglia, la fede si trasmette insieme alla vita, di generazione in generazione:
viene condivisa come il cibo della tavola e gli affetti del cuore.
Ciò la rende un luogo privilegiato in cui incontrare Gesù,
che ci vuole bene e vuole il nostro bene, sempre.
(Leone XIV, martedì 6 gennaio 2026)
Acclamate al Signore, voi tutti della terra.
(Lunedì 5 gennaio 2026)
Guardate l’aurora:
appena sorge un barlume di luce le tenebre si diradano,
ma fate che sorga il sole e non c’è più nessuna ombra;
se non c’è nulla che si oppone alla luce, nulla fa ombra.
Così è questo sorgere di Dio nel cuore dell’uomo.
Via via che Dio si avvicina,
via via che questa luce sorge nel cuore dell’uomo,
le distrazioni si dissipano come le ombre che non resistono alla luce,
finché nella preghiera perfetta, e soprattutto nel cielo,
non vi sono più ombre, ma una luce infinita.
(Divo Barsotti, lunedì 5 gennaio 2026)
Dio ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
(Domenica 4 gennaio 2026)
Non disprezzare il tuo corpo,
perché l’anima è al sicuro nel corpo come nel regno dei cieli,
sebbene non in modo così certo.
Nel corpo l’anima è altrettanto sicura di sé, sebbene non così forte;
è altrettanto potente, sebbene non sia così costante;
è altrettanto amorosa, sebbene non così felice;
è altrettanto gentile, sebbene non così ricca;
è altrettanto santa, sebbene non così priva di peccati;
è altrettanto soddisfatta, sebbene non così completa.
(Matilde di Magdeburgo, domenica 4 gennaio 2026)
Il Verbo si è fatto carne e dimora fra noi.
(Sabato 3 gennaio 2026)
Dio ha posto l’uomo come la più bella delle gemme sulla terra,
nel cui splendore si rispecchia tutto il creato.
(Ildegarda di Bingen, sabato 3 gennaio 2026)
Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.
(Venerdì 2 gennaio 2026)
La sciagura dell’umanità non è mai stata la punizione di Dio,
ma la distrazione.
Non a caso l’idea biblica del peccato
ruota attorno all’immagine di un arciere che manca il bersaglio.
Un’idea fissa, che ti distoglie dalla realtà.
Un rumore assordante, che ti disturba.
Un’apparenza che non ti fa vedere la felicità.
(Dino Pirri, venerdì 2 gennaio 2026)
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
(Giovedì 1 gennaio 2026)
La piccola speranza avanza fra le sue due sorelle grandi e non si nota neanche.
È lei, quella piccina, che trascina tutto.
Perché la Fede non vede che quello che è.
E lei vede quello che sarà.
La Carità non ama che quello che è.
E lei, ama quello che sarà.
È lei che fa camminare le altre due. E che le tira.
E che fa camminare tutti quanti.
(Charles Péguy, giovedì 1 gennaio 2026)
Se non potessi soffrire, non potrei amare.
(Fyodor Dostoevsky, giovedì 1 gennaio 2026)
Tu abiti tutti i nostri giorni, passati, presenti e futuri.
(Mercoledì 31 dicembre 2025)
In questo ultimo giorno dell’anno in cui la Chiesa canta il Te Deum Laudamus,
l’inno di lode e di ringraziamento più conosciuto dopo il Gloria,
musicato dai più grandi musicisti del passato e contemporanei,
unisco la mia voce a quella della Chiesa intera
per dire che la vita umana non è nulla
se non viene sostenuta dalla misericordia del Signore,
perché tutto è nulla se non c’è la sua pietà.
(Luisa Dell’Orto, mercoledì 31 dicembre 2025)

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