A Dream come true. Italian Barefooters.

Questa è una storia iniziata il 25 gennaio 2026 una domenica nella quale finalmente ho avuto il coraggio di parlare dei miei “problemi” a chi decisamente ne sa più di me, ai piani alti intendo! Sto parlando di una esperienza cattolica nata in ambito della Parrocchia, quindi siamo Cristiani e crediamo in Gesù Cristo il nostro Salvatore. Perché di questi tempi essere cristiani non è così scontato. Ad esempio ho approfondito per cinque anni la filosofia indovedica che necessariamente parte da una religione anche se molti non lo sanno, specialmente i praticanti di yoga. Il diploma del CONI è di ginnastica yoga ma la pratica più meditativa è una religione antica. Ma non vogliamo parlare di questo, che non ha a che fare con l’esperienza che andiamo a descrivere adesso.

 

 

Questa è la mia terza esperienza editoriale. La prima è stata il racconto di un sogno, un reale sogno avvenuto d’estate, nel quale racconto di una ragazza che improvvisamente si ritrova a piedi nudi in un ufficio pieno di persone, un misto tra una storia comica e una sexy-comedy. E’ stata una bella esperienza di scrittura anche perché mi sono limitato a trascrivere esattamente ciò che avevo sognato. Nulla di più facile e di più autentico che farsi guidare direttamente dal subconscio.

 

La seconda esperienza è nata da lunghe attese davanti ai semafori, nelle quali ho sviscerato le più diverse considerazioni, in particolare sulla causalità o casualità di alcuni eventi che accadono nel mondo. Ma in questo caso è lontano il messaggio cattolico, è un libro un po’ asettico che mi ha consentito di capire come un racconto senza valori reali non sia poi così avvincente.

 

Esiste poi una biografia ma è un mero racconto di ciò che ero prima di scrivere questo libro. Da dove sono partito, da quali mondi così lontani da dove sono adesso. Perché parliamo di mondi emotivi, non fisici. La mia vita si è svolta quasi interamente nello stesso luogo, una cittadina italiana che molti conoscono, Bologna, dai portici medioevali e dai bellissimi colli, lontano dal mare ma piena di cultura e di musica.

Questo racconto nasce in realtà nella Baviera degli anni 1990, quando per la prima volta ebbi un contatto diretto con ragazzi e ragazze che vivevano tutto il giorno a piedi scalzi. Non avevo mai pensato che fosse possibile, io che ho sempre vissuto da solo in un appartamento vicino alla stazione di Bologna, salvo poi avere del tempo libero durante il week end in un piccolo paese sulle montagne modenesi chiamato Le Piane di Mocogno. Il contrasto era fortissimo, passavo da una strada trafficata, calda e rumorosa ad un paesino di 5 abitanti residenti sperduto nella natura più incontaminata di alta montagna. Ricordo bene che una volta vidi passare proprio vicino alla stazione due ragazze hyppie vestite con abiti molto colorati una delle quali era anche scalza. Ma tutto questo non avrebbe molto senso se non avessi trovati la Luce della Fede.

 

La mia è stata una ricerca continua. In Germania ebbi alcuni dei momenti più felici della mia vita, cosa che mi ha sempre portato ad essere interiormente tedesco. Ho infatti imparato la lingua, come oggi sto studiando ucraino che è una lingua mitteleuropea, infatti l’Ucraina un tempo faceva parte nella cosiddetta Galicia di un unico stato che comprendeva parte della Polonia e dell’Ucraina di oggi con capitale Lviv.

 

Ho dunque sentito sempre molto forte il contatto con la natura e lo spostamento continuo tra città trafficata e montagna silenziosissima era molto contrastante. Ricordo che uno dei miei primi obiettivi fu quello di crearmi una indipendenza finanziaria al fine di potermene andare dal centro di Bologna perché mi pareva soffocante. La mia vita quindi nella prima fase è sempre stata determinata dalla necessità di trovare spazi verdi vitali. Ricordo che la zona dove abitavo in centro a Bologna era disseminata di sportelli bancari, in quanto vicino alla stazione e agli uffici; pertanto uno dei desideri costanti della mia prima fase vitale fu quello di trovare un posto in banca. Mi pareva un posto sicuro e forse a quel tempo lo era.

 

Ma sto raccontando tutto questo per fare capire al lettore come mi sono ritrovato a circa 48 anni a girare a piedi scalzi in giro per il quartiere nel quale adesso abito che è in prima periferia di Bologna. Sto vincendo gradatamente tutte le inibizioni del caso, prima fra tutte quella di avere le piante dei piedi completamente nere perché ovviamente in città si cammina sull’asfalto dei marciapiedi mentre in montagna si cammina sui sentieri.

 

Ma in realtà i sentieri sono pieni di insidie, mentre i marciapiedi sono paradossalmente sicuri per chi si avventura a piedi scalzi su di essi. E’ ovvio che bisogna avere un po’ di pelo sullo stomaco per camminare a piedi scalzi, ma anche per scrivere un libro come questo e infine anche per leggerlo.

 

Perché è un racconto basato sul nulla, ma il nulla è a volte pericoloso perché se non siamo in grado di riempire la nostra vita di valori veri e fondanti, vivremo nel nulla e ancor peggio moriremo nel nulla.

 

Le religioni indo orientali predicano la reincarnazione, dogma che la Chiesa cattolica non accetta. Ma la domanda ancora più pericolosa è chiedersi cosa avverrà dopo la morte fisica. Alcuni credono che vi sia una reincarnazione un passaggio abbastanza indolore e rapido.

 

Testimonianze mistiche parlano però di un giudizio nel quale l’anima è posta davanti al suo creatore e a quel punto non può e non vuole nascondere nulla, accetta il giudizio che arriverà perfetto. Davanti a questa prospettiva cade ogni dubbio esistenziale. Non ha più senso vivere senza senso, tutto diventa la ricerca di mettere al sicuro la propria anima quando arriverà il giorno del giudizio particolare.

 

E’ inutile negare che tutti dobbiamo lasciare il corpo. Il tempo corre veloce e non ha senso non rendersene conto. A ben vedere l’intera vita ogni istante è dedicata alla preparazione di ciò che viene dopo. Molti cercano di vivere bene, nella contentezza, più che altro perché credono che tale sentimento sia quello che possa agevolare il giudizio finale. Se ho vissuto bene, sarò giudicato in modo positivo ed eviterò i peggiori giudizi, Purgatorio e Inferno.

 

Scrivi cosa ne pensi nei commenti :D:D:D

Scrivi commento

Commenti: 0