Signore, ascolta la mia preghiera.
(Martedì 24 marzo 2026)
Poter comprendere, poter sentirsi compresi,
stabilisce per ciò stesso una relazione nuova:
inizialmente forse di stupore o di curiosità,
e poi di quella vicinanza che è frutto del sapersi conosciuti e riconosciuti,
oggetto di attenzione, di una volontà di dialogo che incontra l’altro.
Noi siamo creati a immagine e somiglianza del Dio che è Trinità,
per cui viviamo di relazioni e moriamo quando sperimentiamo la solitudine.
(Angelo De Donatis, martedì 24 marzo 2026)
Con te, Signore, non temo alcun male.
(Lunedì 23 marzo 2026)
O amore mio, Gesù dolce, chi ti ha fatto venire dal cielo in terra? L’amore.
Chi ti ha fatto patire tanti e così terribili tormenti fino alla morte? L’amore.
Chi ti ha fatto lasciare te stesso come nutrimento all’anima che ami? L’amore.
Chi ti ha mosso che ci hai mandato e continuamente ci mandi,
perché sia nostra forza e guida, lo Spirito Santo? L’amore.
(Caterina da Genova, lunedì 23 marzo 2026)
Il Signore è bontà e misericordia.
(Domenica 22 marzo 2026)
Il respiro, il profumo della terra, l’incenso cosmico di nuvole e nebbie,
l’avvilupparsi e lo srotolarsi incessante, quasi un rosario infinito, di onde e di venti;
o il Cantico dei Cantici di un grande e nobile amore, in cui i corpi sono il sapore delle anime,
tutto questo può diventare pleroforìa, pienezza, ricordo del Paradiso, caparra del Regno.
(Olivier Clément, domenica 22 marzo 2026)
Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio.
(Sabato 21 marzo 2026)
Tutta la creazione canti di gioia,
esulti e partecipi alla letizia di questo giorno.
Angeli e uomini si uniscano insieme
per prender parte all’odierna liturgia.
Insieme festeggino coloro che vivono sulla terra
e quelli che si trovano nei cieli.
Questo infatti è il giorno in cui il Creatore dell’universo
ha costruito il suo tempio,
oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo,
la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.
(Andrea di Creta, sabato 21 marzo 2026)
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.
(Venerdì 20 marzo 2026)
Volere ciò che Dio vuole: questo è ormai essere simili a Dio;
non poter volere se non ciò che Dio vuole: questo è ormai essere ciò che Dio è.
Per cui si dice bene che solo allora lo vedremo così com’è,
quando cioè saremo simili a Lui, quando saremo ciò che Egli è.
(Guglielmo di Saint-Thierry, venerdì 20 marzo 2026)
In eterno durerà la sua discendenza.
(Giovedì 19 marzo 2026)
Un uomo, per generare vita, deve avere la capacità di sognare,
come Giuseppe, lo sposo di Maria
(tutte le volte che nei Vangeli si parla di lui c’è sempre di mezzo un sogno!):
solo allora diventa padre e deve prestare attenzione ai dettagli,
perché è lì che il Divino si vela e si rivela.
(Katia Doria, Giovedì 19 marzo 2026 Festa del papà)
Cerco la volontà di chi mi ha chiamato.
(Mercoledì 18 marzo 2026)
Il vortice della violenza lo si può spezzare
solo occupandosi della sofferenza a valle e a monte.
In altre parole, la violenza in quanto figlia e madre della sofferenza
può essere curata solo da una compassione estrema per ogni dolore,
e così può aprire il varco a una pace giusta e duratura.
(Mercoledì 18 marzo 2026)

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