Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
(Martedì 21 aprile 2026)
Chiunque pertanto si propone di fare del bene alle anime
e di edificare il prossimo colle sue parole
deve prima di tutto possedere in se stesso
quanto intende d’insegnare agli altri:
altrimenti porterà poco frutto,
perché la sua parola rimarrà inefficace
finché i suoi uditori non lo vedranno praticare
tutto quello ch’egli insegna e molto di più ancora.
(Vincenzo Ferrer, martedì 21 aprile 2024)
Cercate il cibo che rimane per sempre.
(Lunedì 20 aprile 2026)
Non esiste una radicale distinzione tra un aldiquà e un aldilà,
ma esiste un compimento, un giungere a pienezza,
che avverrà certamente in un modo misterioso
ma che non prescinde dal mondo e dalla storia.
Avverrà in modo analogo al corpo del Risorto:
è ancora Lui anche se gli occhi dei discepoli,
che pure ben lo conoscevano, erano trattenuti dal riconoscerlo.
(Luca Fantini – Mauro Leonardi, lunedì 20 aprile 2026)
Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
(Domenica 19 aprile 2026)
Attraverso la redenzione è accaduto un nuovo inizio;
da lì si sviluppa una seconda creazione.
La fede ha osato, ed è certa che questo divenire della seconda creazione
può realizzarsi in ogni uomo, attraverso ogni parola,
attraverso ogni avvenimento, trasversalmente a tutto;
il divenire dell’uomo nuovo che si forma secondo l’immagine di Cristo
si compie verso la gloria dei figli di Dio.
(Romano Guardini, domenica 19 aprile 2026)
Su di noi sia il tuo amore, Signore.
(Sabato 18 aprile 2026)
Gesù risorto, guarda benigno all’umanità intera.
Essa da te solo aspetta l’aiuto e il conforto alle sue ferite.
Come nei giorni del tuo passaggio terreno,
tu sempre prediligi i piccoli, gli umili, i doloranti,;
sempre vai a cercare i peccatori.
(Giovanni XXIII, sabato 18 aprile 2026)
Una cosa ho chiesto al Signore: abitare nella sua casa.
(Venerdì 17 aprile 2026)
Prima di conoscere te, non esistevo, ero infelice,
il senso della vita mi era ignoto
e nella mia ignoranza il mio essere profondo mi sfuggiva.
Grazie alla tua misericordia, ho cominciato a esistere:
so ora senza ambiguità che ho avuto l’esistenza dalla tua bontà.
So che tu, che non avevi bisogno che io esistessi,
non mi hai dato la vita per mia sventura.
(Ilario di Poitiers, venerdì 17 aprile 2026)
Ascolta, Signore, il grido del povero.
(Giovedì 16 aprile 2026)
All’assalto della globalizzazione che appiattisce le coscienze,
c’è una sola soluzione:
esercitare la propria coscienza personale
senza temere di esporsi al pericolo di fallire,
ma senza rinunciare alla fatica di tentare di cambiare.
(Fratel MichaelDavide, giovedì 16 aprile 2026)
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
(Mercoledì 15 aprile 2026)
Viviamo nel sonno collettivo.
Salvo poi precipitare nelle catastrofi inavvertite, nei miti che ci vengono.
Possiamo fare un esempio, forse abusato ma molto eloquente:
pensate al mito del consumo,
all’incentivo che noi abbiamo vissuto fino a qualche tempo fa
a consumare il più possibile,
un’economia che andava avanti attraverso conquiste grandiose,
che l’indice di produzione rendeva estremamente persuasiva,
e all’improvviso ci siamo trovati nella necessità di accorgerci
che questo cammino era sbagliato.
(Ernesto Balducci, mercoledì 15 aprile 2026)

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